Extension ciglia in casa: la preoccupazione delle (altre) lashmaker.

Extension ciglia in casa: la preoccupazione delle (altre) lashmaker.

Chi ha paura dell’abusiva? (Paraponzi ponzi po!)

No, non sto riportando il testo della canzone “I Watussi”, ma è con quella cantilena che questa domanda risuona nella mia mente.

Faccio una piccola premessa.

Nella giornata di ieri, a seguito delle dichiarazioni del Presidente Conte, che avrebbe previsto la data di riapertura per parrucchieri e centri estetici il 1 giugno, sono stata contattata da moltissime colleghe che mi hanno chiesto di partecipare a una sorta di rivolta: petizioni e invii di email per convincere il governo a farci riaprire prima.

Chi mi conosce, sa che non mi tiro mai indietro quando si tratta di farci valere, come persone e come professioniste.

Anzi, l’anno scorso sono stata l’ideatrice e la portavoce di una battaglia per tutte le colleghe. Battaglia che è ancora in corso, sospesa a causa di ovvi motivi, ma è finita anche su un importante giornale di settore.

Combatto, però, per qualcosa in cui credo e per qualcosa che, secondo me, può portare a dei risultati. Sinceramente, in questa situazione, non credo che qualche email possa convincere un governo a cambiare un decreto legge.

Che poi, a dirla tutta, il Presidente ieri sera ha già risposto: “So che siete scontenti, ma sarebbe troppo pericoloso. Non possiamo.”

A parte questa parentesi, quando ho manifestato il mio dissenso, pubblicamente e privatamente, le colleghe mi hanno detto tutte la stessa cosa:

Questo decreto incentiva il lavoro nero e le abusive, che faranno le extension ciglia in casa!

Perderemo le nostre clienti, perchè andranno da loro! Non possiamo permetterlo!” e via dicendo.

Io però, mi dispiace, non ho paura delle abusive.

So che vado contro corrente e, probabilmente, molte mie colleghe mi detesteranno per questo.

Ci sono abituata, me ne farò una ragione.

Con molte colleghe non concordo su tante cose, ma non vuol dire che io debba cambiare il mio modo di essere, di pensare e di fare solo per entrare nelle loro grazie.

Le abusive, che fanno le extension ciglia in casa in nero, c’erano prima del COVID-19 e ci saranno anche dopo.

Eppure, io ho sempre lavorato, nonostante la loro esistenza.

Non mi preoccupa sapere che da loro andranno determinate tipologie di clienti. Ovvero, chi non si preoccupa della disinfezione e della sterilizzazione degli strumenti e degli ambienti.

Quelle clienti che guardano al prezzo basso, piuttosto che alla qualità del lavoro.

O, ancora, quelle clienti che non cercano un centro in cui rilassarsi, regalarsi qualche coccola nella pace, ma sono disposte a scendere al compromesso di poter trovare altre persone in casa, caos, o sentire il marito dell’applicatrice che guarda la tv sul divano della stanza accanto.

O che non hanno interesse alla tenuta del lavoro, perchè in casa non puoi rispettare i parametri tecnici che questo mestiere richiede (in particolare, controllo di temperatura e umidità all’interno della stanza).

Non ho paura di perdere quelle clienti, perchè nemmeno le voglio.

Soprattutto, non ho paura di perdere le mie già clienti, perchè so chi attiro nel mio studio e so con chi voglio lavorare.

Infine, non ho paura di non avere nuove clienti, perchè le donne non sono tutte così disperate da mettere a rischio la propria salute e quella dei propri cari pur di ricevere un trattamento estetico.

Se non ci credi, basta che guardi te stessa. Tu saresti disposta a farlo?

Io, ad esempio, come tutte le donne italiane in questo momento, avrei bisogno di un’estetista, perchè a farmi la ceretta da sola non sono così brava.

Avrei bisogno di un parrucchiere, perchè sembro Gandalf.

Questo, però, non vuol dire che andrò a casa di qualcuno che mi svolga i trattamenti di cui ho bisogno.

Io voglio andare in un salone pulito, professionale, dove i prodotti che usano sono davvero usa e getta e sterilizzati.

Perchè in un centro professionale questo lo pretendo e lo dò per scontato.

In casa di qualcuno, non lo so. Mi resta il dubbio.

Insomma, in un centro estetico tu vorresti ricevere un trattamento di questo tipo:

extension ciglia in casa 1

O di QUESTO tipo?!

extension ciglia in casa 2

Non ho la presunzione di pensare di essere l’unica donna italiana a rispettare me stessa e pretendere sempre il meglio.

Siamo migliaia, milioni fatte così.

Quindi, perchè dovrei preoccuparmi delle abusive che fanno le extension ciglia in casa?

Io voglio lavorare con donne che pretendono il meglio come lo pretendo io, non con quelle che “tanto una vale l’altra”.

Quindi, se tu sei una donna che sarebbe disposta a prendersi un’infezione o a ricevere un lavoro scadente pur di pagare poco e avere le extension ciglia in fretta, non mi contattare.

Se, invece, pretendi il massimo per te stessa, allora contattami e ti metterò in lista d’attesa.

Sperando di poterti soddisfare al più presto!

Se, al contrario, stai pensando di farti le extension ciglia da sola, forse è anche peggio. Ti consiglio di guardare questo video prima di commettere gravi errori!

CLICCA SULL’IMMAGINE E VIENI PROVARE “MASCARA ADDIO”

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28 Apr 20 ,

Sabrina Costanzo

4 risposte

  1. Mario ha detto:

    Non tutte le persone che lavorano in casa non sanno fare il mestiere, molte che hanno frequentato corsi di onicotecnica e lashmaker e hanno lavorato per tanti anni sono brave molto più di tante che hanno preso la qualifica di estetiste, e si possono vedere sui social, ci sono quelle che sanno di dover sterilizzare perche lo hanno imparato dai vari corsi frequentati, e fare tutto ció che c’è da fare.. si e vero ci sono anche quelle che non conoscono il mestiere e si cimentano facendo rischiare, se applicassero la legge che la lashmaker e l onicotecnica fossero separate dall’ estetista caso mai facendo fare un tot di ore appositamente per far si che questa professione venga riconosciuta in qualche modo ci sarebbe molto meno abusivismo.. chi frequenta questi corsi non e interessata alla depilazione o massaggi o imparare a togliere dei calli ai piedi ma tutt Altro.. peró ribadisco non sempre chi lavora in casa lo fa tanto per fare vorrebbe caso mai lavorare con le regole… non è che solo dentro ad un centro estetico sono brave .. anzi molte sono incapaci ma basta che abbiano frequentato 2 anni di scuola di estetista +1 per la specializzazione allora possono aprire un centro estetico, tante lo vorrebbero ma a 40 anni ad esempio non ci si puo mettersi a frequentare una scuola per 3 anni … con dei costi assurdi!!!!! Dovrebbero agevolare!! invece c’è sempre il famoso bastone tra le ruote ed e cosi solo in italia!!! Com’è possibile che ad esempio nella regione Lazio l onicotecnica sia riconosciuta e in tutto il resto della Nazione no?? È una vergogna!

    1. Sabrina Costanzo Sabrina Costanzo ha detto:

      Buongiorno,
      sicuramente non si deve fare di tutta l’erba un fascio, ci sono sempre le eccezioni in ogni campo. E’ anche vero, però, che puoi essere brava quanto vuoi, ma lavorare in casa è illegale.
      Capisco benissimo che nessuno, subito dopo un corso, apra la partita iva… sarebbe una follia! Ma nel momento in cui ci si rende conto di essere in grado di lavorare, perchè brave e con ottima risposta da parte della clientela, arrivi il momento in cui si desidera crescere. Questo comporta apertura di partita iva e andare a lavorare in un centro come collaboratrice esterna. In questo caso, la qualifica di estetista non è necessaria.
      Chi non fa questo passo e lavora per mesi, se non anni, in casa in modo abusivo a me, personalmente, lascia perplessa.

      Mi trova, però, assolutamente d’accordo sul discorso del riconoscimento della professione.
      Anzi, con me sfonda proprio una porta aperta.

      Circa 2 anni fa sono stata l’ideatrice e la portavoce di una battaglia mirata proprio a questo, le colleghe lo sanno perchè le ho radunate quasi tutte e mi hanno supportato.
      Si era mosso qualcosa al Governo, ma come potrà immaginare si è bloccato tutto a causa dell’emergenza, aggiungendoci il fatto che già nella normalità queste cose hanno tempi eterni… speriamo le cose possano cambiare quanto prima!

  2. Kamy ha detto:

    Quante cavolate tutte insieme !
    In Italia non esiste come saprai il mestiere di lashmaker , a me non interessa essere estetista e nemmeno essere pagata una miseria da un’estetista per fare le ciglia . Ho speso 3000 dollari per i miei corsi e a casa faccio STERELIZZAZIONE , uso PRODOTTI MONOUSO ,controllo umidità ecc ecc se credi che per essere professionali sia necessario essere un’estetista che niente ha a che fare con una lashmaker ti consiglio di informarti meglio !
    Ps io faccio le mie ciglia in un centro estetico pago 110 euro IN NERO ! mi hanno mai fatto uno scontrino !

    1. Sabrina Costanzo Sabrina Costanzo ha detto:

      Ciao.
      Con tutto il rispetto, penso che sia tu a dover leggere meglio l’articolo prima di commentare.
      Come ben specificato e testimoniato da un articolo di giornale, io sono la prima a volere il riconoscimento della professione… e non mi sembra di aver detto che chi non è un’estetista non sia professionale.

      Lavorare in casa, fossi anche la migliore lashmaker del mondo, è illegale e questo è un dato di fatto.

      PS. se paghi 110 euro in nero è un problema tuo. Lo scontrino lo DEVI pretendere, anche se non ci dovrebbe essere necessità di chiederlo.

      Ti auguro una buona giornata.
      Sabrina

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